1 2 3 4 5 6 7 8 9 10   
Ordina per:
select
Leggi articolo completo : La spesa "salvatempo"

La spesa "salvatempo"

FASE PRELIMINARE DI UNA RICETTA DI MAIS

Quanto incide la scelta degli ingredienti nella realizzazione di una ricetta? E quanto ancora il tempo che impieghiamo per mettere i prodotti/ingredienti nel carrello al supermercato? 

Con questi quesiti qualche settimana fa siamo stati a Carpi (MO) all’Ipercoop del centro commerciale “Il Borgogioioso”, dove Datalogic, leader mondiale nella produzione di lettori di codici a barre,  e Coop Estense,  una delle maggiori cooperative di consumatori appartenenti a Coop, hanno presentato la più grande installazione di self-shopping in Italia. Ben 600 terminali “Joya” sono stati messi al servizio dei consumatori che ogni giorno hanno a che fare con il tempo che sfugge.

Il pod “Joya” è il dispositivo per la spesa “fai da te” più innovativo del settore:  semplicissimo da usare, leggero, ergonomico, robusto, veloce  nella lettura e con una lunga autonomia di batteria. “Joya” è anche un pod intelligente che permette al consumatore, semplicemente premendo un tasto, di accedere ad una serie di messaggi personali, come il saldo punti o la disponibilità della propria Coopcard, o a messaggi generali, dedicati alle promozioni in corso nel punto vendita. Il dispositivo è inoltre predisposto per ulteriori applicazioni che in futuro potranno migliorare ancora di più il servizio all'interno del punto vendita, dando ad esempio la possibilità di ricevere informazioni multimediali su offerte speciali e promozioni dedicate.

Oltre al terminale “Joya”, il servizio “Salvatempo” di Coop Estense offre la possibilità a soci e consumatori di fare la spesa con la speciale “App Salvatempo”, l’applicazione di mobile shopping che permette di leggere il codice a barre dei prodotti scelti utilizzando il proprio smartphone. Anche questo servizio, che oggi è attivo in 32 punti vendita dell’Emilia, sarà presto arricchito di nuove funzionalità, tra cui la possibilità di leggere e spuntare automaticamente la lista dei prodotti da acquistare (eliminando la necessità della tradizionale lista su carta).

“Salvatempo” è un’offerta completa che permette di ridurre i tempi di attesa alle casse, senza la necessità di togliere i prodotti dal carrello. 

Entusiasti, abbiamo subito messo alla prova l’innovativo supporto “tech” che Datalogic ha fornito a Coop Estense. Con cestino e pod “Joya” alla mano abbiamo testato la  spesa veloce: mais in scatola, scampi e cognac gli ingredienti acquistati. Il tempo della nostra spesa? 15 minuti

“Tempistica eccellente!”, esclamiamo.

Ogni ricetta ha la sua fase preliminare: voi cosa ne dite di ridurre i tempi della spesa e dedicarvi con calma a ciò che più vi piace preparare ai fornelli?

Presto condivideremo la nostra ricetta di mais "salvatempo". Slurp!
FASE PRELIMINARE DI UNA RICETTA DI MAIS

Quanto incide la scelta degli ingredienti nella realizzazione di una ricetta? E quanto ancora il tempo che impieghiamo per mettere i prodotti/ingredienti nel carrello al supermercato? 

Con questi quesiti qualche settimana fa siamo stati a Carpi (MO) all’Ipercoop del centro commerciale “Il Borgogioioso”, dove Datalogic, leader mondiale nella produzione di lettori di codici a barre,  e Coop Estense,  una delle maggiori cooperative di consumatori appartenenti a Coop, hanno presentato la più grande installazione di self-shopping in Italia. Ben 600 terminali “Joya” sono stati messi al servizio dei consumatori che ogni giorno hanno a che fare con il tempo che sfugge.

Il pod “Joya” è il dispositivo per la spesa “fai da te” più innovativo del settore:  semplicissimo da usare, leggero, ergonomico, robusto, veloce  nella lettura e con una lunga autonomia di batteria. “Joya” è anche un pod intelligente che permette al consumatore, semplicemente premendo un tasto, di accedere ad una serie di messaggi personali, come il saldo punti o la disponibilità della propria Coopcard, o a messaggi generali, dedicati alle promozioni in corso nel punto vendita. Il dispositivo è inoltre predisposto per ulteriori applicazioni che in futuro potranno migliorare ancora di più il servizio all'interno del punto vendita, dando ad esempio la possibilità di ricevere informazioni multimediali su offerte speciali e promozioni dedicate.

Oltre al terminale “Joya”, il servizio “Salvatempo” di Coop Estense offre la possibilità a soci e consumatori di fare la spesa con la speciale “App Salvatempo”, l’applicazione di mobile shopping che permette di leggere il codice a barre dei prodotti scelti utilizzando il proprio smartphone. Anche questo servizio, che oggi è attivo in 32 punti vendita dell’Emilia, sarà presto arricchito di nuove funzionalità, tra cui la possibilità di leggere e spuntare automaticamente la lista dei prodotti da acquistare (eliminando la necessità della tradizionale lista su carta).

“Salvatempo” è un’offerta completa che permette di ridurre i tempi di attesa alle casse, senza la necessità di togliere i prodotti dal carrello. 

Entusiasti, abbiamo subito messo alla prova l’innovativo supporto “tech” che Datalogic ha fornito a Coop Estense. Con cestino e pod “Joya” alla mano abbiamo testato la  spesa veloce: mais in scatola, scampi e cognac gli ingredienti acquistati. Il tempo della nostra spesa? 15 minuti

“Tempistica eccellente!”, esclamiamo.

Ogni ricetta ha la sua fase preliminare: voi cosa ne dite di ridurre i tempi della spesa e dedicarvi con calma a ciò che più vi piace preparare ai fornelli?

Presto condivideremo la nostra ricetta di mais "salvatempo". Slurp!
0 Commenti
Leggi articolo completo : Benvenuta estate!

Benvenuta estate!

RICETTA DI MAIS

Benvenuta estate!









INGREDIENTI (per 4 hamburger)

400 g di patate dolci
2 cucchiaini di origano 
1 cucchiaino di cumino in polvere
un filo d'olio 
sale
pepe
400 g di fagioli con l'occhio lessati
50 g di pangrattato
una manciata di coriandolo fresco
succo di mezzo limone o lime
un pizzico di paprika affumicata
4 panini integrali da hamburger 

per la "salsa" di mais:
250 gr di mais in scatola
il succo di un lime
peperoncino verde non molto piccante 
un cucchiaio abbondante di miele
coriandolo fresco
1 piccola cipolla rossa tritata grossolanamente

per il guacamole:
2 avocado
il succo di due limoni
sale
peperoncino in polvere
mezza cipolla

PREPARAZIONE

Lavate e pelate le patate dolci, tagliatele in pezzi di un cm, spolveratele con l'origano e il cumino e un filino d'olio, mischiate bene il tutto per fare insaporire le patate e mettetele in forno preriscaldato a 180° per mezz'ora o fino a cottura ultimata, il tempo dipenderà dalla qualità delle patate. Una volta cotte ma ancora calde, riducetele in purè e poi lasciatele raffreddare. A parte, schiacciate i fagioli con una forchetta, grossolanamente. Aggiungete il pangrattato, il purè di patate dolci, il succo di limone, la paprika, il coriandolo ben tritato, il sale e il pepe e mischiate il tutto con le mani. Mettete questa pasta in frigo per un quarto d'ora, dopodiché formate gli hamburger. Cuocete gli hamburger sia sul grill, o sulla piastra, come volete, con poco olio, scaldate i panini tagliati a metà e intanto preparare gli accompagnamenti. 
Per la "salsa" al mais: scolate il mais e aggiungete il resto degli ingredienti ben tritati, mettete in frigo fino all'ora di servire.
Per il guacamole: Pelate e togliete il nocciolo agli avocato, frullate nel mixer con il resto degli ingredienti. Deve risultarne una crema abbastanza spessa, spalmabile.
Sui panini leggermente tostati, mettete prima la salsa di mais, poi l'hamburger di fagioli e patate dolci e coronate con il guacamole. 

Foto e ricetta di Burro e Miele
RICETTA DI MAIS

Benvenuta estate!









INGREDIENTI (per 4 hamburger)

400 g di patate dolci
2 cucchiaini di origano 
1 cucchiaino di cumino in polvere
un filo d'olio 
sale
pepe
400 g di fagioli con l'occhio lessati
50 g di pangrattato
una manciata di coriandolo fresco
succo di mezzo limone o lime
un pizzico di paprika affumicata
4 panini integrali da hamburger 

per la "salsa" di mais:
250 gr di mais in scatola
il succo di un lime
peperoncino verde non molto piccante 
un cucchiaio abbondante di miele
coriandolo fresco
1 piccola cipolla rossa tritata grossolanamente

per il guacamole:
2 avocado
il succo di due limoni
sale
peperoncino in polvere
mezza cipolla

PREPARAZIONE

Lavate e pelate le patate dolci, tagliatele in pezzi di un cm, spolveratele con l'origano e il cumino e un filino d'olio, mischiate bene il tutto per fare insaporire le patate e mettetele in forno preriscaldato a 180° per mezz'ora o fino a cottura ultimata, il tempo dipenderà dalla qualità delle patate. Una volta cotte ma ancora calde, riducetele in purè e poi lasciatele raffreddare. A parte, schiacciate i fagioli con una forchetta, grossolanamente. Aggiungete il pangrattato, il purè di patate dolci, il succo di limone, la paprika, il coriandolo ben tritato, il sale e il pepe e mischiate il tutto con le mani. Mettete questa pasta in frigo per un quarto d'ora, dopodiché formate gli hamburger. Cuocete gli hamburger sia sul grill, o sulla piastra, come volete, con poco olio, scaldate i panini tagliati a metà e intanto preparare gli accompagnamenti. 
Per la "salsa" al mais: scolate il mais e aggiungete il resto degli ingredienti ben tritati, mettete in frigo fino all'ora di servire.
Per il guacamole: Pelate e togliete il nocciolo agli avocato, frullate nel mixer con il resto degli ingredienti. Deve risultarne una crema abbastanza spessa, spalmabile.
Sui panini leggermente tostati, mettete prima la salsa di mais, poi l'hamburger di fagioli e patate dolci e coronate con il guacamole. 

Foto e ricetta di Burro e Miele
2 Commenti
Leggi articolo completo : Filetto di merluzzo al mais con crema di avocado e misticanza di verdure

Filetto di merluzzo al mais con crema di avocado e misticanza di verdure

RICETTA DI MAIS DI INIZIO ESTATE

Oggi abbiamo proprio bisogno di un piatto che sia equilibrato e nutriente, abbondante di verdure e con pochi grassi, senza dimenticare il mais. E allora ci affidiamo alla Cucina Mediterranea dello Chef Antonio Scaccio, folgorati da questa prelibatezza che ben si presta a una cenetta di inizio estate. Il merluzzo è un alimento ricco di proteine ad elevato valore nutrizionale; l’avocado stimola la produzione di colesterolo buono (HDL) e frena il deposito di quello cattivo (LDL); la misticanza conferisce alla portata quella giusta presenza di verdure di cui non si può fare a meno con le alte temperature. 
Noi optiamo per della misticanza confenzionata, pronta all’uso. E voi? Cosa aspettate? Mettiamoci ai fornelli!

INGREDIENTI (per 4 persone)

4 filetti di merluzzo
100 g di farina di mais per polenta precotta
una piccola fettina di scorza di limone tritata
1 cucchiaino di misticanza di fiori
zenzero in polvere q.b.
sale fino  marino q.b.
6 cucchiai di olio evo
succo di ½ limone
300 g di insalata misticanza
sale alle erbe q.b.

Per la crema di avocado

1 avocado maturo
4 cucchiai di olio evo
sale alle erbe q.b
succo di ½ limone
pepe misto macinato fresco

PREPARAZIONE

Marinate per oltre mezz'ora i filetti di merluzzo con la misticanza di fiori, il sale, l’olio, il succo di limone, lo zenzero in polvere e la scorza di limone tritata. Dopo la marinatura passare i filetti nella farina di mais e passare in padella a gratinare tostandoli 4 minuti per lato (se i filetti sono molto spessi). Nel frattempo spadellate la misticanza di insalata condendola con sale alle erbe e olio. In una terrina portate a crema l’avocado privato della buccia con olio, sale alle erbe, succo di limone e pepe macinato. Assemblate il piatto aiutandovi con uno stampino a modellare l’insalata padellata; mettete un cucchiaio di crema di avocado e sopra di esso il filetto di merluzzo caldo.

Foto e ricetta di Antonio Scaccio
RICETTA DI MAIS DI INIZIO ESTATE

Oggi abbiamo proprio bisogno di un piatto che sia equilibrato e nutriente, abbondante di verdure e con pochi grassi, senza dimenticare il mais. E allora ci affidiamo alla Cucina Mediterranea dello Chef Antonio Scaccio, folgorati da questa prelibatezza che ben si presta a una cenetta di inizio estate. Il merluzzo è un alimento ricco di proteine ad elevato valore nutrizionale; l’avocado stimola la produzione di colesterolo buono (HDL) e frena il deposito di quello cattivo (LDL); la misticanza conferisce alla portata quella giusta presenza di verdure di cui non si può fare a meno con le alte temperature. 
Noi optiamo per della misticanza confenzionata, pronta all’uso. E voi? Cosa aspettate? Mettiamoci ai fornelli!

INGREDIENTI (per 4 persone)

4 filetti di merluzzo
100 g di farina di mais per polenta precotta
una piccola fettina di scorza di limone tritata
1 cucchiaino di misticanza di fiori
zenzero in polvere q.b.
sale fino  marino q.b.
6 cucchiai di olio evo
succo di ½ limone
300 g di insalata misticanza
sale alle erbe q.b.

Per la crema di avocado

1 avocado maturo
4 cucchiai di olio evo
sale alle erbe q.b
succo di ½ limone
pepe misto macinato fresco

PREPARAZIONE

Marinate per oltre mezz'ora i filetti di merluzzo con la misticanza di fiori, il sale, l’olio, il succo di limone, lo zenzero in polvere e la scorza di limone tritata. Dopo la marinatura passare i filetti nella farina di mais e passare in padella a gratinare tostandoli 4 minuti per lato (se i filetti sono molto spessi). Nel frattempo spadellate la misticanza di insalata condendola con sale alle erbe e olio. In una terrina portate a crema l’avocado privato della buccia con olio, sale alle erbe, succo di limone e pepe macinato. Assemblate il piatto aiutandovi con uno stampino a modellare l’insalata padellata; mettete un cucchiaio di crema di avocado e sopra di esso il filetto di merluzzo caldo.

Foto e ricetta di Antonio Scaccio
3 Commenti
Leggi articolo completo : Zuppa fredda di mozzarella di bufala campana DOP, gamberi rossi e agrumi

Zuppa fredda di mozzarella di bufala campana DOP, gamberi rossi e agrumi

RICETTA DELLO CHEF NINO DI COSTANZO

Ecco la ricetta per un antipasto molto semplice ideato dallo Chef Nino Di Costanzo (vedi l'intervista) durante l'evento "I mestieri del cibo" (ormai lo scorso Febbraio), progetto promosso da Iper, La grande I, per celebrare i migliori prodotti enogastronomici italiani. Avendo cura di scegliere la miglior mozzarella di bufala che riuscirete a trovare e dei gamberi freschissimi, anche voi potrete preparare un piatto gustosissimo e, allo stesso tempo, di grande impatto visivo. Lo Chef consiglia di abbinarlo con delle bollicine, per esempio con uno spumante metodo classico Trento DOC brut. Il piatto che vedete in fotografia l’ho preparato insieme a una collega giornalista in occasione della lezione di cucina durante l’incontro con lo Chef Di Costanzo organizzato presso la Scuola dei Mestieri all’Iper del Portello a Milano, quella dove studiano gli addetti ai banchi dei freschi della catena d’ipermercati. A detta dei presenti non sembrava male…

E voi? Riuscirete a fare di meglio?

INGREDIENTI (per 4 persone)

400 g di mozzarella di bufala campana DOP
120 g di panna fresca
8 gamberi rossi freschi
6 pomodorini secchi
buccia grattuggiata di limone, arancia, lime e mandarino q.b.
fior di sale
mix di germogli 
olio extravergine d’oliva
fiori eduli

PREPARAZIONE

Pulite i gamberi rossi privandoli del carapace, divideteli in tre-quattro pezzetti e metteteli a marinare per almeno mezz'ora in una ciotola con la buccia grattugiata dei quattro agrumi l’olio extra vergine d’oliva e un pizzico di sale. Tagliate la mozzarella a striscioline molto sottili e versatevi sopra la panna fresca.

PRESENTAZIONE

Disponete ordinatamente le striscioline di mozzarella sul fondo di ogni piatto, coprendo con queste il centro del piatto stesso. Distribuite sulle striscioline di mozzarella i pezzetti di gamberi marinati e un pomodorino secco e mezzo che avrete tagliato in quarti. Sopra a tutto disponete qualche germoglio rosso e qualcuno verde e alcuni petali di fiori eduli spezzati delicatamente con le dita. Non usate assolutamente il coltello, annerirebbero ai bordi.
RICETTA DELLO CHEF NINO DI COSTANZO

Ecco la ricetta per un antipasto molto semplice ideato dallo Chef Nino Di Costanzo (vedi l'intervista) durante l'evento "I mestieri del cibo" (ormai lo scorso Febbraio), progetto promosso da Iper, La grande I, per celebrare i migliori prodotti enogastronomici italiani. Avendo cura di scegliere la miglior mozzarella di bufala che riuscirete a trovare e dei gamberi freschissimi, anche voi potrete preparare un piatto gustosissimo e, allo stesso tempo, di grande impatto visivo. Lo Chef consiglia di abbinarlo con delle bollicine, per esempio con uno spumante metodo classico Trento DOC brut. Il piatto che vedete in fotografia l’ho preparato insieme a una collega giornalista in occasione della lezione di cucina durante l’incontro con lo Chef Di Costanzo organizzato presso la Scuola dei Mestieri all’Iper del Portello a Milano, quella dove studiano gli addetti ai banchi dei freschi della catena d’ipermercati. A detta dei presenti non sembrava male…

E voi? Riuscirete a fare di meglio?

INGREDIENTI (per 4 persone)

400 g di mozzarella di bufala campana DOP
120 g di panna fresca
8 gamberi rossi freschi
6 pomodorini secchi
buccia grattuggiata di limone, arancia, lime e mandarino q.b.
fior di sale
mix di germogli 
olio extravergine d’oliva
fiori eduli

PREPARAZIONE

Pulite i gamberi rossi privandoli del carapace, divideteli in tre-quattro pezzetti e metteteli a marinare per almeno mezz'ora in una ciotola con la buccia grattugiata dei quattro agrumi l’olio extra vergine d’oliva e un pizzico di sale. Tagliate la mozzarella a striscioline molto sottili e versatevi sopra la panna fresca.

PRESENTAZIONE

Disponete ordinatamente le striscioline di mozzarella sul fondo di ogni piatto, coprendo con queste il centro del piatto stesso. Distribuite sulle striscioline di mozzarella i pezzetti di gamberi marinati e un pomodorino secco e mezzo che avrete tagliato in quarti. Sopra a tutto disponete qualche germoglio rosso e qualcuno verde e alcuni petali di fiori eduli spezzati delicatamente con le dita. Non usate assolutamente il coltello, annerirebbero ai bordi.
0 Commenti
Leggi articolo completo : Ciambellone mais e yogurt

Ciambellone mais e yogurt

3 Commenti
Leggi articolo completo : Gilberto Farina

Gilberto Farina

INTERVISTA ALLO CHEF

"Proprio in questi mesi sono ricorsi i 20 anni dall'apertura del mio primo ristorante La Piana", ci racconta Farina. "E in tutto questo tempo sono sempre rimasto fedele alla mia filosofia di una cucina di territorio. Con questo non intendo dire che sono 20 anni che faccio gli stessi piatti. Al contrario. La mia cucina nel tempo è evoluta parecchio sia grazie all'inserimento di proposte creative innovative, frutto di una costante ricerca degli ingredienti, sia grazie all'adozione di nuove tecniche di cottura. L’evoluzione ha riguardato comunque anche la parte del menù che si rifà alla tradizione. Non foss'altro per il fatto che, dalla sede originaria a Castello Brianza, paese di collina, dominato dal castello della regina Teodolinda, a ridosso del lago di Como, poco più di 4 anni fa mi sono spostato qui in bassa Brianza".

Dal trasferimento il locale ha guadagnato in charme: se a Castello Brianza infatti l’attrattiva era il panorama, non gli interni, tutto sommato piuttosto anonimi, ora l’ambientazione in un’antica corte lombarda contribuisce alla dining experience. È soprattutto la cucina, comunque, ad essersi arricchita.

Originariamente erano i pesci di lago a caratterizzare la proposta gastronomica di Farina, oggi lo sono anche piatti ispirati alla cucina brianzola e milanese come la borroeula, il riso al salto, gli ossi buchi, i mondeghili, la torta paesana, i nervetti, le lumache, la cassoeula.

"Lavarelli e mussultitt, ossia agoni salati ed essiccati al sole", spiega Farina "sono i pesci di lago che ancora oggi rappresentano una costante nel mio menu e sono quasi più apprezzati dalla clientela che ho qui in bassa Brianza che non da quella che frequentava il mio vecchio locale. Tuttora me li fornisce un pescatore del Lario che non me li fa mai mancare. O, meglio, i mussultitt me li porta proprio sempre. Li servo grigliati con una polenta rustica integrale macinata a pietra che compro dall’azienda agricola Frigerio di Vimercate. I lavarelli, invece, qualche volta non li ha. In pieno inverno, quando fa molto freddo, infatti, questi pesci vanno sul fondo e sono più difficili da pescare".

A rendere indimenticabili i piatti della tradizionale meneghina e brianzola de La Piana è il fatto che Farina li prepara secondo ricette antiche, delle massaie degli inizi del XX secolo e anche anteriori, che è andato a scovare nelle sue peregrinazioni alla ricerca di produzioni tipiche d’eccellenza. 

"Un piatto invernale molto apprezzato dalla mia clientela", afferma Farina, "è la cassoeula d’oca, che propongo a novembre e che risulta più leggera di quella classica, in quanto tutto quello che nella cassoeula tradizionale è maiale, viene sostituito da tagli di carne d’oca. È un piatto ultradimenticato. Soltanto le persone con i capelli grigi se la ricordano. E non pochi clienti mi hanno confermato che non la mangiavano da anni".

Un altro piatto che Farina ha in menu quasi tutto l’anno è lo stracotto d’asino al Barbera, che serve con una polenta integrale. Nella sua carta, per rispetto delle usanze locali, non manca poi mai un risotto (come quello mantecato con radicchio di Castelfranco, uvetta sultanina e scorze d’agrumi), una zuppa (come quella di cipolle con crostone di pane gratinato) e della pasta fresca (come con la pasta di salame fresca e i porri stufati).

"Un’altra cosa su cui punto molto", prosegue Farina, "sono i formaggi della Valsassina, delle valli bergamasche e della Val Taleggio, che vado a comprare personalmente, e anche d’altre provenienze. Io personalmente amo gustarli al naturale, ma siccome molti li gradiscono accompagnati da composte ne preparo di diversi tipi sia di frutta che miste di frutta e verdura. Perché io le possa portare in tavola, comunque, devono sempre incontrare il mio gusto». V’incuriosisce qualche abbinamento? In questa stagione Farina propone l’Agrì di Valtorta con la composta di fragole e peperoni, lo Strachitunt, che ha appena ottenuto la DOP, con la composta d’ananas e rosmarino, il Castemlagno DOP con quella di banane e limone e i pecorini con miele e nocciole. Ma di composte alla Piana nelle diverse stagioni se ne possono provare molte altre: alle arance e cipolle, al sedano e limone, alle pere e noci, alle susine e cannella, al melone e mandorle.

Al di là dei piatti della tradizione, la ricerca continua dei migliori ingredienti del territorio porta Farina a valorizzare, talvolta dedicando loro menu degustazione ad hoc, produzioni di nicchia. È il caso in primavera degli asparagi rosa di Mezzago, una Deco reperibile soltanto da marzo a maggio, o dell’agnellone brianzolo. "All'agnellone brianzolo dedico da qualche anno una serata a tema intorno a Pasqua", racconta Farina. "Diversamente dall'agnello sardo o abruzzese, che hanno un sapore forte, quello brianzolo ha carni dal gusto molto dolce e delicato. Trattandosi poi di una razza selezionata da carne, l’agnellone brianzolo risulta molto tenero". 
INTERVISTA ALLO CHEF

"Proprio in questi mesi sono ricorsi i 20 anni dall'apertura del mio primo ristorante La Piana", ci racconta Farina. "E in tutto questo tempo sono sempre rimasto fedele alla mia filosofia di una cucina di territorio. Con questo non intendo dire che sono 20 anni che faccio gli stessi piatti. Al contrario. La mia cucina nel tempo è evoluta parecchio sia grazie all'inserimento di proposte creative innovative, frutto di una costante ricerca degli ingredienti, sia grazie all'adozione di nuove tecniche di cottura. L’evoluzione ha riguardato comunque anche la parte del menù che si rifà alla tradizione. Non foss'altro per il fatto che, dalla sede originaria a Castello Brianza, paese di collina, dominato dal castello della regina Teodolinda, a ridosso del lago di Como, poco più di 4 anni fa mi sono spostato qui in bassa Brianza".

Dal trasferimento il locale ha guadagnato in charme: se a Castello Brianza infatti l’attrattiva era il panorama, non gli interni, tutto sommato piuttosto anonimi, ora l’ambientazione in un’antica corte lombarda contribuisce alla dining experience. È soprattutto la cucina, comunque, ad essersi arricchita.

Originariamente erano i pesci di lago a caratterizzare la proposta gastronomica di Farina, oggi lo sono anche piatti ispirati alla cucina brianzola e milanese come la borroeula, il riso al salto, gli ossi buchi, i mondeghili, la torta paesana, i nervetti, le lumache, la cassoeula.

"Lavarelli e mussultitt, ossia agoni salati ed essiccati al sole", spiega Farina "sono i pesci di lago che ancora oggi rappresentano una costante nel mio menu e sono quasi più apprezzati dalla clientela che ho qui in bassa Brianza che non da quella che frequentava il mio vecchio locale. Tuttora me li fornisce un pescatore del Lario che non me li fa mai mancare. O, meglio, i mussultitt me li porta proprio sempre. Li servo grigliati con una polenta rustica integrale macinata a pietra che compro dall’azienda agricola Frigerio di Vimercate. I lavarelli, invece, qualche volta non li ha. In pieno inverno, quando fa molto freddo, infatti, questi pesci vanno sul fondo e sono più difficili da pescare".

A rendere indimenticabili i piatti della tradizionale meneghina e brianzola de La Piana è il fatto che Farina li prepara secondo ricette antiche, delle massaie degli inizi del XX secolo e anche anteriori, che è andato a scovare nelle sue peregrinazioni alla ricerca di produzioni tipiche d’eccellenza. 

"Un piatto invernale molto apprezzato dalla mia clientela", afferma Farina, "è la cassoeula d’oca, che propongo a novembre e che risulta più leggera di quella classica, in quanto tutto quello che nella cassoeula tradizionale è maiale, viene sostituito da tagli di carne d’oca. È un piatto ultradimenticato. Soltanto le persone con i capelli grigi se la ricordano. E non pochi clienti mi hanno confermato che non la mangiavano da anni".

Un altro piatto che Farina ha in menu quasi tutto l’anno è lo stracotto d’asino al Barbera, che serve con una polenta integrale. Nella sua carta, per rispetto delle usanze locali, non manca poi mai un risotto (come quello mantecato con radicchio di Castelfranco, uvetta sultanina e scorze d’agrumi), una zuppa (come quella di cipolle con crostone di pane gratinato) e della pasta fresca (come con la pasta di salame fresca e i porri stufati).

"Un’altra cosa su cui punto molto", prosegue Farina, "sono i formaggi della Valsassina, delle valli bergamasche e della Val Taleggio, che vado a comprare personalmente, e anche d’altre provenienze. Io personalmente amo gustarli al naturale, ma siccome molti li gradiscono accompagnati da composte ne preparo di diversi tipi sia di frutta che miste di frutta e verdura. Perché io le possa portare in tavola, comunque, devono sempre incontrare il mio gusto». V’incuriosisce qualche abbinamento? In questa stagione Farina propone l’Agrì di Valtorta con la composta di fragole e peperoni, lo Strachitunt, che ha appena ottenuto la DOP, con la composta d’ananas e rosmarino, il Castemlagno DOP con quella di banane e limone e i pecorini con miele e nocciole. Ma di composte alla Piana nelle diverse stagioni se ne possono provare molte altre: alle arance e cipolle, al sedano e limone, alle pere e noci, alle susine e cannella, al melone e mandorle.

Al di là dei piatti della tradizione, la ricerca continua dei migliori ingredienti del territorio porta Farina a valorizzare, talvolta dedicando loro menu degustazione ad hoc, produzioni di nicchia. È il caso in primavera degli asparagi rosa di Mezzago, una Deco reperibile soltanto da marzo a maggio, o dell’agnellone brianzolo. "All'agnellone brianzolo dedico da qualche anno una serata a tema intorno a Pasqua", racconta Farina. "Diversamente dall'agnello sardo o abruzzese, che hanno un sapore forte, quello brianzolo ha carni dal gusto molto dolce e delicato. Trattandosi poi di una razza selezionata da carne, l’agnellone brianzolo risulta molto tenero". 
0 Commenti
  1 2 3 4 5 6 7 8 9 10   
Ordina per:
select